Esplorando A Passo Lento

Perdersi. Questo e non altro desidero quando mi trovo in un luogo che non conosco. Perdermi tra le vie della città. Camminare ore ed ore, sotto il sole, sotto la pioggia, con un solo intento.

Creare all’interno della mia testa la mappa della città. Collegare le vie, le persone che incontro, i posti d’interesse, che sono i miei e non quelli che suggerisce una qualunque guida turistica. Nessuno mi corre dietro, mi prendo tutto il tempo che voglio per ricercare un ricordo, un’emozione, una storia da condividere e che porterò per sempre con me per riempire quello zaino che mi segue delicatamente appoggiato sulle spalle.

La città è formata da squarci che giocano a nascondino, vogliono essere trovati, ma prima li devi cercare; da locali che fanno della tradizione il loro punto di forza, di una semplicità salutare ed un po’ nostalgica; di persone che ogni giorno accendono l’anima propria della città, dove tu adesso ti trovi. Guardati intorno. Le persone parlano raccontandosi. Le persone si muovo seguendo il loro copione, come se fosse stato scritto da un regista. Ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Domani camminerai per le vie della città, osservando a destra e a sinistra, in alto ed in basso, mantenendo però sempre quel profilo di cittadino del mondo. In poche parole, ti mimetizzerai in mezzo a loro. Esplorando a passo lento.

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” Gli dev’essere scoppiata dentro, a quel mondo, come un urlo represso per migliaia di anni. Niente dev’esser sembrato uguale a prima quando arrivò la velocità. Tutte le emozioni ridotte a piccole macchine da ritarare. Chissà quanti aggettivi si rivelarono improvvisamente scaduti. Chissà quanti superlativi si sbriciolarono in un attimo, tutto d’un colpo tristemente ridicoli…”

Baricco descrive la velocità con parole impregnate di una particolare amarezza, che è conseguenza di quell’innovazione che assume sfumature negative. Per velocità, nel medesimo caso, non è da intendere quella, che con un esempio figurativo, è il correre spensierati nelle verdi e fiorite colline italiane. Ma è quella velocità che non ti permette di vivere mangiandoti dentro, e che diventa la tua schiavitù. Sei schiavo del tempo che scorre inesorabile.

Girato l’angolo inciamperai nel tuo imprevisto e lì, immediatamente, capirai che quella è la tua storia. Quella che nessuna guida turistica è a conoscenza e che nessuno ha scritto nel tuo copione. E’ solo in quel momento potrai dire di essere stato in quel determinato posto, città o campagna che sia, e di aver vissuto come chi abita quel luogo.

L’atto di esplorare ti concede la libertà di estraniarti dal tempo, riscoprendo te stesso camminare a passo lento.