La Nuova Figura Dell'Esploratore: Esploratore Introspettivo

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Etimologicamente “Esplorare” è l’atto di scoprire nuove aree, luoghi incontaminati e dove nessuno si è ancora addentrato.

Oggi la prima domanda che ci si pone leggendo la definizione è se lì fuori ci siano ulteriori terre inesplorate. Un bambino nato nella generazione di Google risponderebbe immediatamente e anche con tono deciso, come se volesse imporsi dolcemente, no, non ci sono più terre nuove.

Google le ha mappate tutte. La domanda dunque smette d’esistere all’istante portando con se anche quelle aree remote che realmente non sono state calpestate dall’uomo, ma sicuramente mappate da telecamere.

Quindi la domanda corretta da porsi è: la figura dell’esploratore permane tutt’oggi?

Mi sembra difficile pensare che non ci sia più niente di nuovo. Indubbiamente il concetto di ignoto che ha affascinato e guidato i più grandi esploratori della storia come Amundsens, Bormans o Hawkings viene a mancare con l’evoluta tecnologia. Nei laboratori di scienza stanno lavorando duramente una nuova categoria di esploratori con lo scopo di arrivare a toccare i profondi abissi e l’infinito spazio. Solo a pochi però sarà concesso questo lusso di vivere nuovamente il grande ignoto; potendo vedere e raccontare quello che verrà registrato nei due estremi (l’abisso e lo spazio).

Una nuova era dell’esploratore è già iniziata e dà forma alla nuova figura dell’esploratore.

L’esploratore introspettivo. Oggigiorno l’uomo vive in un mondo frenetico dove le cose devono essere fatte di corsa, dove il rapporto umano si riduce a un messaggio vocale su whatsapp, dove la tecnologia prevale su tutto impoverendo l’anima e distaccando l’essere dalla natura.

L’uomo non si rapporta più col mondo esterno e viene lasciato vuoto e solo nella vastità della società. Il nuovo esploratore è colui che cerca di esplorare se stesso rapportandosi con l’esterno ritrovando quell’innata relazione con la Natura diventando un esploratore introspettivo.

La voglia di scoprire, di mettersi in gioco e di confrontarsi non mancherà mai, sicuramente cambiano i mezzi e gli obiettivi da quando il mitico Bonatti esplorava l’ignoto, ma i principi rimangono gli stessi. Solo così facendo le terre già conosciute ritorneranno ad essere inesauribilmente inesplorate.

“Non è un evadere dalla realtà, ma è l’immergersi direttamente in essa.”