Where Are You From?

Quante volte, in giro per il mondo, non vi siete sentiti chiedere nel seguente ordine queste quattro semplici parole: Where + Are + You + From.

Ovviamente, è una domanda semplice e conviviale. Nasce spontanea nel momento in cui conosci nuove persone che parlano una lingua diversa dalla tua. Però non è così banale come potrebbe sembrare.

Avete mai fatto caso che quando si è in viaggio una delle prime tre domande che qualcuno ci pone o che noi stessi poniamo a qualcun altro è proprio questa, Da dove vieni?

Ottimo quesito per rompere il ghiaccio e per sapere la provenienza della persona con la quale per le prossime ore ti troverai a condividere esperienze ed aneddoti passati.

Dietro questa domanda però si cela un concetto più complesso, ovvero quello di Patria.

Gustave Flaubert criticava tale nozione e la definiva così: “Non sono più moderno che antico, più Francese che Cinese, e l’idea della patria, cioè l’obbligo in cui si è di vivere su un angolo di terra segnato in rosso o in blu sulla carta e di detestare tutti gli altri angli in verde o in nero, mi è sempre parsa troppo stretta, limitata e di una feroce stupidità. Sono fratello in Dio di tutto ciò che vive, della giraffa e del coccodrillo come dell’uomo…”

Effettivamente la nazione non è che una linea colorata adiacente alle altre linee che delimitano quelal zona di terra. Ma oggi dove viaggiare e spostarsi è alla portata di tutti, viene a mancare il concetto di nazionalità. La globalizzazione sta abbattendo i confini geografici concedendo al viaggiatore di conoscere le altre culture e di essere il cosiddetto “cittadino del mondo”.

Ma per quale motivo noi viaggiamo?

Io penso che ognuno di noi nel momento in cui inizia un viaggio è alla ricerca di qualcosa che all’interno dei suoi confini non ha avuto modo di trovare. Durante l’avventura cerchiamo di colmare questa mancanza conoscendo quello che è etichettabile come novità. Ciò ci riempie di adrenalina e di curiosità, facendo crescere la voglia di conoscere sempre più quel luogo in cui ci troviamo. Questo continuo conoscere ci soddisfa rendendoci felici. Ad esempio a Flaubert piaceva l’Egitto e le palme sullo sfondo azzurro del cielo, aspetti che portò con sé fino alla fine.

La patria quindi non è più una linea colorata che delimita una parte di terra, ma quel luogo dove noi stiamo bene e siamo felici.

“Quando gli chiesero da dove venisse, Socrate non rispose da Atene, ma dal mondo.”

Viviamo per conoscere. Dunque viaggiamo.