mattia_vettorello_portrait.jpg

Durante il mio percorso di studi ho sempre visto la mia attitudine a conoscere, muovermi e progettare. Non ho mai creduto in una "carriera", soprattutto oggi dove molti aspetti del quotidiano stanno cambiando e mancano delle fondamenta. 

Questo approccio mi fu molto utile una volta che una crisi di quarto di vita mi ha presentato un'occasione di fronte a me: un biglietto aereo per l'Islanda già prenotato e l'idea di percorrerla a piedi. A molti questo era un bizzarro concetto, anche solo da comprendere, non solo nel farlo, ma personalmente era un'opportunità che non si era mai presentata prima e di cui avevo bisogno in quel preciso momento. Cerco di prendere al volo tutte le opportunità che mi arrivano, sono dell'idea che il treno passa solo una volta. 

Dopo due anni, che avevo preso quell'importante decisione, sono ancora qui a lottare con la natura di quello che faccio. Non è facile da spiegare. Dall'esterno una persona può vedere belle immagini, una vita di viaggi e avventure, foto di quello che può semplicemente sembrare una vacanza senza fine. E' un umile impegno, quotidiano, tra le spedizioni. E' una continua selezione di contenuti, tazze piene di cereali, invio di mail, bevute di caffè, ricerca di risposte a "what next" e fare la spesa. Alcune volte ho fatto cose che non molti, o qualche volta nessuno, ha fatto prima, ma tutto questo non è perché ho un talento speciale, un ricco portafoglio o sono un robot.

Tutto è sfociato nel forte desiderio di viaggiare; penso che volessi diventare più interessante, anche a me stesso.

Quindi dov'è l'idea è nata? Non ho superato incidenti mortali o nato in mezzo alla ricchezza. Semplicemente ho visto l'opportunità di migliorare me stesso. La mia vita è stata poco movimentata finche non ho deciso di renderla tale.
Da teenager ero uno spirito solitario, non avevo molti amici al di fuori dei compagni di basket e non sapevo quello che tutti alla mia età stavano dicendo, perché quando sei giovane non hai tanta esperienza da dare un senso compiuto alle cose. Tutto è sfociato nel forte desiderio di viaggiare; penso che volessi diventare più interessante, anche a me stesso.

Quando ho iniziato il mio primo progetto di avventura, Iceland15, l'ho fatto con l'intento di dar vita ad percorso a lungo raggio, solo che non sapevo i possibili e futuri sviluppi. Ho provato a dar vita ad un mio personale viaggio. Ho osservato, ho fatto delle ricerche, ho ascoltato, ho imparato, ho fatto esperienza, sono caduto e mi sono rialzato. Adesso dopo due anni sto ancora facendo tutto questo per migliorare e migliorarmi. 

So che se io non credo in me stesso, nessun altro lo farà. Nessun altro dovrebbe. Ho scelto uno stile di vita che è gratificante nelle sue difficoltà. Tutto ruota intorno alle mie spedizioni e progetti. All'interno di questi viaggi mi sono confrontato con una serie di punti di vista: mi sveglio con la voglia di scoprire e conoscere, sono provato fisicamente ed emotivamente, ho affrontato sfide personali, sono sfinito dai venti contrari, e riesco comunque a riposarmi. Un altro giorno arriva e il sole splende. So che il valore del sonno, sostituisce tanti mali. Il riposo è più importante del denaro. 

Siamo noi stessi che ci creiamo le nostre circostanze. Se pensiamo in grande e crediamo nelle nostre possibilità, invece che negare la nostra ambizione, avremmo più possibilità di raggiungere i nostri obiettivi. Ogni qualvolta si presenta una opportunità e il solo pensierio di declinarla passa per la mente, allora l'ho già presa e detto di si. Naturalmente, può rappresentare un rischio dire di si, ma ho imparato di più dai fallimenti che dai successi. Nonostante i numerosi fallimenti, anche se non li considero una caduta, continuo a dire di si a quanto la vita mi presenta di nuovo. Tratto tutto come una lezione, un modo per crescere e lo riporto in quello che succederà prossimamente. L'esperienza è molto più importante di tanti certificati che si possono acquisire pagando. Inoltre il comfort è piacevole alla mente tanto che ti distrae e devia dal fare quello che sarebbe giusto fare.

So che se io non credo in me stesso, nessun altro lo farà. Nessun altro dovrebbe.

La mia forza motrice è credere che sia possibile fare una vita facendo qualcosa che ami. Lavoro più ore di quante ne abbia lavorato nel mio vecchio lavoro a tempo pieno. Ma qualsiasi cosa facciamo è il nostro modo di fare che definisce chi siamo. Non tutti sono tagliati per girovagare il mondo, ma tutti abbiamo spazio per fare nuove esperienze. Solo noi siamo in colpa se continuiamo a cercare scuse, scuse non sono ragioni.

L'essenza stessa della vita, per me, sta nel provare ad andare oltre e prendere in giro i confini della mia zona di comfort. Noi non ci miglioriamo portando a termine compiti a noi semplici, noi cresciamo quando affrontiamo cose nuove.
Con questo in mente, io vivo cercando di fare nuove esperienze per completarmi a 360° e così facendo posso migliorare.

 

“I am losing precious days. I am degenerating into a machine for making money. I am learning nothing in this trivial world of men. I must break away and get out into the mountains to learn the news.”

JOHN MUIR | ENVIRONMENTAL PHILOSOPHER